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Castello di Donnafugata
Città: Ragusa
Indirizzo: Località Donnafugata
Telefono: 0932 /619333
Categoria: Castelli, rocche e torri
Apertura al pubblico: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica




Numero di visite:
9250 volte
Sito Web: Castello di Donnafugata ...
Descrizione:
Il Castello di Donnafugata deve il proprio nome alla parola araba Ayn as Jafat, che significa Fonte della salute, in quanto nelle vicinanze si trovava una sorgente. In siciliano tale termine venne tramutato in Ronnafuata, e quindi Donnafugata.
Più che di un castello si può parlare di una gigantesca villa, che conta ben 122 stanze e che fu fatta realizzare per volere del Barone Corrado Arezzo De Spucches ai primi del '900.
Le prime origini dell'edificio (la torre quadrata) risalgono al secolo XVII, quando il feudo divenne proprietà di Vincenzo Arezzo La Rocca. La costruzione venne rimangeggiata sovente, finchè appunto Corrado d'Arezzo, si occupò del suo ampliamento sostanziale.
La facciata è arricchita da una magnifica loggia in stile gotico-veneziano, nella quale otto balconi con volta a sesto acuto, danno accesso ad una terrazza che si trova sotto la loggia.
Tra le 122 stanze, sono degne di nota il salone degli stemmi, le cui pareti sono ornate dagli stemmi delle più importanti famiglie siciliane (e che si trova in cima allo scalone), il salone degli specchi, ornato da stucchi, la sala del biliardo e della musica, con alle pareti trompe-l'oeil con vedute paesaggistiche, l'appartamento del Vescovo, la stanza da letto della Principessa di Navarra, con un bel pavimento in pietra pece e bianco calcare, ove si narra che la principessa Bianca sarebbe stata tenuta segregata dal Conte Cabrera (leggenda anacronistica, visto che la principessa visse nel XIV sec.), la pinacoteca, la foresteria, il salotto dei fumatori e la biblioteca.
La pavimentazione delle stanze è in pietra locale, pietra pece.
Circonda il palazzo un parco di ben 8 ettari, che il barone Corrado, esperto ed appassionato botanico, fece allestire con specie da lui personalmente scelte. Lussureggianti esempi di vegetazione mediterranea, tra cui pini marittimi, si mescolano con piante esotiche, succulente, magnolie, ficus.
Il parco è disseminato di costruzioni che avevano lo scopo di allietare gli ospiti: una coffee house, un labirinto in pietra, un tempietto circolare, una grotta che ricorda l'ambiente carsico, con finte stalattiti e stalagmiti; è inoltre abbellito da vasche in cui nuotano pesci e da numerosi vasi di Caltagirone.
Il Castello è stato location di diversi film famosi, tra i quali l'episodio La Giara (tratto dall'omonima novella di Luigi Pirandello) nel film Kaos, dei fratelli Taviani.

Al momento il Castello è chiuso per manutenzione, è invece visitabile il giardino.
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